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Ultima modifica: 16 dicembre 2017

Saggi d’orchestra e Auguri

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Prot. n.C29/3792                                                                                  Alla  Comunità Scolastica

 

 

 

OGGETTO: Saggio musicale di fine anno. Auguri.

 

Come è tradizione della nostra Scuola, le attività didattiche, in prossimità delle vacanze natalizie e di fine anno, sono simbolicamente concluse con il Concerto di Natale, a cura del corso musicale, che si terrà:

  • venerdì 15m., in orario scolastico, per le classi prime: dalle ore 9.30 alle 10.15.

L’orchestra  eseguirà i seguenti brani:

– Pastyme (Canto popolare inglese) e Jingle Mix (AA:VV):classi 2° A-B-C-D

– Inno alla gioia (L.V.Betethoven) Campo di pallone (N. Piovani), Carol the Bells (P. Wilhousky), marcia di Radetzky (J. B. Strauss): classe 3°A.

  • martedì 19 m., per i genitori ed  i docenti: ore 17.00 (classi I – III A); ore 18.30 (classi (II e III A). A questa seconda esibizione parteciperanno anche le autorità locali ed i rappresentanti delle associazioni, nello spirito della comunità educante. Al termine del concerto avverrà la consegna del premio IQBAL, giunto alla sua XII edizione.

 

Buon Natale e felice Anno Nuovo, allora,  che porti pace, serenità e gioia alle vostre famiglie e ai vostri affetti più cari ed intimi.

 

Al mio augurio permettetemi però di aggiungere gli “Auguri scomodi” del compianto don Tonino Bello, su cui invito tutti noi a riflettere.

 

Il Dirigente Scolastico

Prof. Matteo SCARLATO

AUGURI SCOMODI

Carissimi, non obbedirei al mio dovere di vescovo se vi dicessi “Buon Natale” senza darvi disturbo.

Io, invece, vi voglio infastidire. Non sopporto infatti l’idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla routine di calendario. Mi lusinga addirittura l’ipotesi che qualcuno li respinga al mittente come indesiderati.

Tanti auguri scomodi, allora, miei cari fratelli!

 

Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali e vi conceda di inventarvi una vita carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio. Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finché non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.

Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la vostra carriera diventa idolo della vostra vita, il sorpasso, il progetto dei vostri giorni, la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.

 

Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla dove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finché la vostra coscienza ipocrita accetterà che il bidone della spazzatura, l’inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.

 

Giuseppe, che nell’affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.

 

Gli angeli che annunciano la pace portino ancora guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che poco più lontano di una spanna, con l’aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfratta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano popoli allo sterminio della fame.

 

I Poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell’oscurità e la città dorme nell’indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere “una gran luce” dovete partire dagli ultimi.

Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili.
Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano.
Che i ritardi dell’edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.

 

I pastori che vegliano nella notte, “facendo la guardia al gregge”, e scrutano l’aurora, vi diano il senso della storia, l’ebbrezza delle attese, il gaudio dell’abbandono in Dio. E vi ispirino il desiderio profondo di vivere poveri che è poi l’unico modo per morire ricchi.

Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

 

+ Tonino Bello

(testo pubblicato nel libro Alla finestra la speranza, lettere di un vescovo. Edizioni Paoline, 1988. Don Tonino Bello è nato ad Alessano, il 18 marzo 1935. E’ morto a Molfetta, dove è stato vescovo, il 20 aprile 1993),

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